Olimpiadi 2026: i cinque progetti destinati al villaggio di Cortina

Attualità Eventi Progetti
4 Aprile 2023

Cinque progetti presentati per sbloccare la decisione sulla collocazione del villaggio olimpico di Cortina 2026. L’edificio è destinato a ospitare 1.200 atleti per i Giochi Invernali di Milano Cortina, per un investimento preventivato di 42,8 milioni – anche se l’idea di struttura permanente ridurrebbe sensibilmente questa cifra.

Le zone interessate

Le aree di Fiames e Campo sono le scelte più probabili. Ma mentre la prima ha il problema della sovrapposizione con i cantieri della variante stradale, la seconda è ritenuta inviolabile dal comitato ambientalista. Per questi e altri motivi, la decisione è ancora in stallo. I nodi dovrebbero trovare una soluzione durante la prossima cabina di regia delle Olimpiadi fissata per il 12 aprile a Roma.
Le cinque soluzioni possibili raccolte finora saranno presentate dalla Società per le Infrastrutture Olimpiche. Due sono quelle più probabili, anche se sono fonte di conflitto tra le istituzioni e parte della cittadinanza locale rappresentata dai comitati ambientalisti.

Le zone di Cortina prese in considerazione sono: Campo (area sud); Fiames (area nord, alle porte del centro); Cimabanche (area nord); Socol (area sud, entrata del paese); e Borca (area sud, nel Cadore). Le vere finaliste saranno, molto probabilmente, Campo e Fiames.

Le problematiche

La scelta non è semplice. Il luogo che potrebbe soddisfare sia la società delle infrastrutture che la cittadinanza è Fiames; tuttavia, nella zona è in programma l’apertura di un secondo cantiere, quello per la realizzazione di uno dei lotti della variante di Cortina. Questa, sebbene non sarà pronta per i social, verrà comunque avviata. Per questo è difficile immaginare un secondo cantiere in contemporanea per il villaggio: troppo complicato e troppo oneroso. I ritardi nella variante Cortina creano quindi dei ripensamenti anche sul posizionamento dell’edificio.

La seconda opzione, quella di Campo, pone altre questioni. In difesa di quest’area è nato il Comitato di Campo: secondo il loro pool di esperti l’ipotesi non risulterebbe realizzabile per via della struttura territoriale. E questo per i suoi corsi d’acqua. Il torrente Boite e il rio Costeana sarebbero infatti, secondo ultimi studi, a rischio esondabilità. L’area naturalistica dovrebbe pertanto rimanere intatta, visto che annovera specie animali di interesse prioritario europeo. L’area è costituta da terreni per lo più privati, formati da circa 120 particelle fondiarie. Anche la posizione a livello logistico è inadatta all’evento – strade strette, in forte pendenza, con passaggio per la circonvallazione e per il centro abitato.
Questi problemi potrebbero spingere sulla prima ipotesi, quella di Fiames, già indicata nel dossier di candidatura per i Giochi. I lavori saranno momentaneamente rinviati – il tunnel della variante non verrebbe comunque completato in tempo per l’evento.

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