Si è conclusa l’ultima puntata della “Carica dei 101”, la nostra inchiesta di mercato suddivisa in tre puntate (gennaio, febbraio e marzo). Raccogliendo le risposte registrate possiamo tracciare a grandi linee un bilancio generale del 2023 in termini di vendite.
Gli spunti di riflessione offerti sono di estremo interesse per gli operatori del mercato outdoor, in particolare per quanto riguarda le problematiche comuni dell’anno appena concluso.
CHE COS’È LA CARICA DEI 101
L’indagine ha come protagonisti i retailer, l’ultimo anello fondamentale della filiera distributiva. La Carica nasce con l’obiettivo di dare voce ai negozianti, raccogliendo il loro punto di vista e ascoltandone le necessità.
Attraverso 15 domande si è cercato di creare un quadro generale del 2023, analizzando vendite, aspetti postivi e aspetti negativi e tentando di delineare delle prospettive future. Un’inchiesta che vuole dare una visione a 360 gradi sull’andamento di mercato, per registrarne le tendenze ed eliminare i possibili ostacoli per la prossima stagione.
IL BILANCIO
L’ANDAMENTO DELLE VENDITE
Il 2023 è stato sicuramente un anno controverso, in cui non sono mancate le difficoltà, specialmente dovute al clima. Dall’inchiesta condotta emerge come la maggior parte dei negozi abbia chiuso il bilancio delle vendite rimanendo stabili o leggermente in calo (la perdita oscilla tra il 10% e il 20%); pochi quelli in crescita.
Le vendite online non sono state incisive, gran parte dei negozianti afferma di non avere un e-commerce; per chi invece ne è provvisto la vendita sul web ha inciso circa il 10% nel bilancio totale delle vendite.
Tra gli aspetti negativi emersi del 2023 primo fra tutti c’è il clima. L’alzarsi delle temperature e le nevicate scarse hanno infatti danneggiato fortemente le vendite della stagione fredda causando una contrazione del mercato.
Quasi tutti gli intervistati hanno generato accumuli in magazzino, in particolar modo di prodotti per sci e sport invernali. In fase di ordine i negozianti ammettono di essersi fatti prendere la mano per l’entusiasmo post Covid-19, ordinando una merce eccessiva rispetto al necessario. Inoltre i brand hanno imposto le ordinazioni troppo presto rispetto all’inizio della stagione, rendendo difficile una possibile programmazione di vendita. Questi i motivi principali degli accumuli creatisi nei magazzini; i negozianti lamentano in tale senso un mancato aiuto da parte delle aziende, il cui supporto è invece fondamentale.
Tra i maggiori motivi di lamentela rientrano anche la concorrenza che le aziende mettono in atto con gli shop online e i ritardi nella consegna della merce.
“Tra gli aspetti negativi, diventa sempre più problematica la logistica delle aziende che continuano a spostare le campagne vendita e le consegne risultano frastagliate e in ritardo. Questo genera molta confusione con ritardi inaspettati e mancata consegna delle merci” Ermanno Zini titolare di Zinermann.
“La principale problematica è stata come sempre ultimamente le vendite online delle aziende, che creano una concorrenza sleale e una difficoltà generale nel mercato” Marco Abbà titolare di Abbà Sas.

Positiva è invece la ritornata voglia dei clienti di andare in montagna e praticare sport, da dopo il Covid-19 in poi i numeri sono in crescita. C’è anche una buona fetta di clientela ormai fidelizzata e alla ricerca di prodotti professionali e di alta qualità. Particolarmente fortunati sono gli sport outdoor come trekking e running, che non solo non hanno risentito delle cattive condizioni climatiche, bensì hanno beneficiato dell’aumento generale delle temperature.
Per quanto riguarda le prospettive di vendita del 2024 molti negozianti si aspettano di rimanere stabili o, al massimo, in leggera crescita. In generale fare previsioni diventa particolarmente complicato per l’andamento altalenante del mercato e l’influenza imprescindibile delle condizioni climatiche. Il 2024 si prospetta pertanto abbastanza simile al 2023, i retailer puntano principalmente ad evitare possibili perdite.
“Nella sfera di cristallo vedo un altro anno di transizione e di mantenimento del fatturato, bisogna quindi limitare i danni puntando sui brand che commercialmente funzionano meglio” Monica Ariu titolare di Matis Sport Outdoor.
TENDENZE DI MERCATO
Da quanto affermato dai negozianti risulta, a grandi linee, come la categoria di prodotto più acquistata in assoluto sia stata il trekking, seguita dallo scialpinismo e dal running.
Gli sport outdoor continuano a registrare numerose vendite, sta nascendo in particolare un nuovo interesse per le scarpe da running, con una certa attenzione alle qualità tecniche.
In alcuni casi è stata registrata una preferenza per prodotti esteticamente attraenti e di tendenza lifestyle. Il rapporto qualità/prezzo rimane comunque il criterio di riferimento negli acquisti.
I prodotti eco-sostenibili suscitano ancora scarso interesse. Pochi sono i clienti attenti alla sostenibilità, ancor meno quelli disposti a pagare un prezzo più alto per un prodotto di questo tipo.
“Alcuni clienti sono disposti a pagare di più ma la maggior parte non è ancora sensibile a questa tipologia di prodotto…sicuramente il prezzo la fa da padrone” Paola Yves Titolare di Intersport Le Baite.
I CANALI DI VENDITA
Una buona fetta di negozianti dichiara di cimentarsi nell’organizzazione di iniziative marketing e promozione di prodotti. La gran parte dei casi si adopera autonomamente, senza il support di aziende e brand, per la creazione di eventi volti a cimentare le vendite e farsi conoscere, come test prodotti e test materiali, ma anche competizioni professionistiche e non.
La promozione di saldi, invece, è sempre più in disuso: la progressiva scomparsa delle mezze stagioni comporta la sovrapposizione dei diversi sport, rendendo poco utile un abbassamento dei prezzi specifico per categoria e stagione.
“Secondo la nostra esperienza, il test del prodotto continua a essere un elemento fondamentale anche in ottica di vendita, su entrambi i target: lato forza vendita offre maggiori argomentazioni e una conoscenza approfondita del prodotto che permette al venditore di offrire al cliente informazioni dettagliate. Quando coinvolgiamo invece i clienti nel test dei prodotti si crea un clima di fiducia sulle qualità e sulle caratteristiche del prodotto, oltre al vantaggio di costruire una community” Luisella Nava, Buyer di DF Sport Specialist.
Tuttavia, i canali di vendita privilegiati rimangono in assoluto i social media, di cui ormai non è più possibile fare a meno. In testa troviamo Instagram e Facebook, pochissimi i negozianti che se ne dichiarano privi. Gli intervistati più temerari si sono addentrati anche nel mondo Tik Tok, app in continua crescita e sempre più in voga.
Vuoi leggere le risposte complete? L’ultima puntata è disponibile su Outdoor 3.
Nei prossimi numeri rielaboreremo le in modo quantitativo l’intera inchiesta.