Uncem: “È tempo di un ministro o un sottosegretario alla Montagna”

Attualità Poltrone
24 Febbraio 2021

Un ministro alla Montagna e alle Aree interne: questa la richiesta di Uncem al governo. Una necessità non più rimandabile di una figura capace e politica, che guardi al 54% del territorio del Paese.

Mai come in questo momento il comparto montagna è stato messo sotto i riflettori. Se dal punto di vista mediatico la diatriba sull’apertura degli impianti ha occupato le prime pagine dei giornali, da quello economico si è creata consapevolezza circa l’importanza del comparto per tutto il territorio nazione. Quello che ancora manca è un vero coinvolgimento politico e istituzionale, gap che l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani vuole colmare con la proposta fatta al governo di un ministro alla Montagna e alle Aree interne.

“Chiediamo la presenza nel governo di una figura capace e politica, che guardi al 54% del territorio del Paese”, recita il comunicato stampa di Uncem, che auspica anche “un’agenda da costruire con partiti, enti territoriali, regioni, parti sociali, per la piena attuazione del piano nazionale Ripresa e Resilienza. Il ministro – o Sottosegretario – alla Montagna e alle Aree interne del Paese. Ecco la grande opportunità del governo Draghi”.

Ne abbiamo parlato con Marco Bussone, presidente nazionale dell’organizzazione, di cui troverete l’intervista completa sul numero 2 di Outdoor Magazine.

Nella lettera inviata dai 3.800 comuni montani a Draghi e ai ministri Massimo Garavaglia (Turismo) e Maria Stella Gelmini (Affari regionali) per chiedere il rilancio della montagna, gli amministratori locali scrivono “condividiamo la sofferenza degli operatori turistici, degli impiantisti, di tutti i mestieri della montagna, di tutti i lavoratori, in particolare stagionali che non lavoreranno e necessitano di ammortizzatori. Una sofferenza non nascosta, che i comuni montani condividono”.

“Confidiamo il governo possa definire ristori certi e immediati per le attività economiche in sofferenza e in crisi”, proseguono i sindaci. “E metta a terra anche indennizzi. Soluzioni immediate servono anche per tutti i lavoratori rimasti senza reddito. Chiediamo di individuare strumenti di supporto alle imprese, alle persone rimaste senza impiego e soprattutto nel riaffermare che la montagna non è ‘margine dello Stato’, non è periferia o area troppo interna e debole“.

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